Poesia

ILMIOLIBRO – Dieci poesie sulla morte che vi faranno amare ancora di più la vita – La poesia

L’amore e la morte sono sempre stati i temi più profondi e appassionati della letteratura, dando vita a qualsiasi testo o storia e ispirando più che mai i grandi talenti della narrativa e della poesia. In questa piccola raccolta abbiamo cercato di mettere insieme diverse visioni della morte di quanti più poeti e narratori di epoche diverse possibile. Ciascuno con le sue parole può offrire un modo diverso di vedere l’infinito, l’ignoto, l’assenza e tutte le proposizioni che fanno parte del mistero ultimo della vita. Un mistero che potresti vedere diversamente dopo aver letto alcuni di questi passaggi.

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Okuma: Poesia per chi non ce piu

1) La morte non è niente, per Henry Scott Holland La morte non è niente. Sono appena andato dall’altra parte: è come se mi fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre me e tu sei sempre te Quello che eravamo l’uno per l’altro prima, lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; Parlami nello stesso modo amorevole che hai sempre fatto. Non cambiare il tono di voce, non assumere un’espressione seria o triste. Continua a ridere di ciò che ci ha fatto ridere, delle piccole cose che ci piacevano così tanto quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensa a me! Il mio nome è sempre la parola familiare di un tempo: pronunciala senza la minima traccia di ombra o tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si rompe. Perché dovrei essere fuori di te e fuori di te solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, appena dietro l’angolo. Calmati, va tutto bene. Troverai il mio cuore, troverai purificata la sua tenerezza. Asciugati le lacrime e non piangere se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

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2) Credo, di Carlo Bramanti Credo che nessuno muoia, credo che l’anima in realtà diventi un’ombra e sia al suo apice lei peregrinazioni ai piedi di un fiore invisibile. Quei fiori gialli che riempiono il paesaggio quando torni a casa e vorresti che esistesse.

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3) Se sei morto, di’ Emily Dickinson Se io morissi – E tu vivessi – E il Tempo ribolliva – E il mattino splendeva – E il mezzogiorno bruciava – Come sempre – Quando gli uccelli costruivano presto E le api si tenevano occupate – Puoi dire addio alle botteghe quaggiù a tuo piacimento! È dolce sapere che i titoli dei giornali reggeranno quando siamo vicino alle margherite – che il commercio va avanti – e gli affari volano a passo svelto – rende le partenze lisce e mantiene l’anima allegra – che splendidi gentiluomini guidano la scena piacevole!

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4) Only Death, di Pablo Neruda (da Resindencia el la tierra) Ci sono cimiteri solitari, tombe piene di ossa senza suono, / se il cuore esce da un tunnel / oscuro, oscuro, oscuro / come in un naufragio moriamo dentro di noi / come annegando nel cuore / come scivolando fuori dalla pelle nell’anima. […] A volte vedo / solo bare navigare / salpare con morti pallidi, con donne con trecce morte, con panettieri bianchi come angeli, / con vergini affondate, mogli di notai, bare che scalano il fiume verticale dei morti, / il fiume livido con le vele gonfie dal rumore verticale della morte. La morte risuona come una scarpa senza piede, un abito senza uomo, riesce a battere come un anello senza sasso né dito, riesce a urlare senza bocca né lingua né gola… La morte è sui lettini, / sui materassi che sprofonda, la vita si stende su coperte nere, e d’un tratto soffia: / soffia un suono oscuro che gonfia le lenzuola; e ci sono letti che salpano per un porto / dove aspetta travestita da ammiraglio.

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5) A lode della morte, di Alda Merini Se la morte fosse una vita tranquilla, un bel lasciarsi andare , un’acqua purissima e delicata o la contemplazione di un grembo, mi sarei già ucciso. Ma poiché la morte è muro, dolore, attaccamento violento, resisto magicamente. Che mi inondi di insulti, calci, baci, abbandoni, che mi lasci e poi torni senza motivo o senza cambio di significato nell’ampiezza delle mie ginocchia, non mi interessa perché mi lasci vivere, perché mi aggiusti da questo vortice di dolcezza senza precedenti, da questo miele gonfio e impreciso, che fa la morte di ogni poeta.

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6) Annabel Lee, di Edgar Allan Poe Molti, molti anni fa, in un regno in riva al mare, vi abitava una ragazza, che può essere chiamata Annabel Lee; Questa ragazza aveva un solo pensiero: amarmi ed essere amata da me.

Io ero un ragazzo e lei una ragazza in questo regno in riva al mare: ma abbiamo fatto l’amore con un amore che non era altro che amore, io e la mia Annabel Lee; i serafini alati del cielo invidiavano a lei ea me tanto amore.

E proprio per questo, tanto tempo fa in quel regno in riva al mare, un grande vento è uscito da una nuvola e mi ha raffreddato la bella Annabel Lee; e così vennero i suoi nobili genitori e me la portarono via per rinchiuderla in un sepolcro in quel regno vicino al mare.

Gli angeli, molto meno fortunati di noi in cielo, invidiavano loro e me: e proprio per questo (come tutti sanno in questo regno in riva al mare) veniva fuori dalle nuvole di notte un grande vento , raffreddato e ucciso la mia Annabel Lee.

Ma il nostro amore era molto, molto più solido dell’amore dei più grandi di noi (e molti di noi molto saggi): né gli angeli in cielo lassù né i demoni in fondo al mare saranno mai in grado di farlo separare la mia anima dall’anima di Annabel Lee.

Infatti la luna non brilla mai se non sogno la bella Annabel Lee: né le stelle sorgono mai se i miei occhi non brillano con la bella Annabel Lee, e quindi mi sdraio tutta al fianco tutta la notte amore mio: amore mio, vita mia, sposa mia, nella sua tomba, là in riva al mare, nella sua tomba, in riva al mare.

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7) Epitaffio a forma di U n cane, di Lord Byron In questo luogo giacciono i resti di una creatura, bellezza ma non vanità, forza ma non arroganza, coraggio ma non ferocia, e possedeva tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi.

Questa lode, che non sarebbe altro che una vuota lusinga sulle ceneri di un uomo, è un omaggio assolutamente doveroso a “Boatswain”, un cane nato a Terranova nel maggio del 1803 e nato a Newstead il 18 novembre. 1808.

Quando un orgoglioso figlio dell’uomo ritorna in seno alla terra, senza gloria ma nato da nobile nascita, lo scultore fa di tutto per chiudere il simulacro vuoto del dolore e le urne storicizzate mostrano ricordaci dell’uomo lì sepolto; e quando tutto sarà finito sulla tomba non potremo leggere chi era quest’uomo, ma chi doveva essere.

Ma il cane miserabile, l’amico più caro della vita, che per primo saluta e che difende per ultimo, il cui bel cuore appartiene al suo padrone, che combatte, respira, vive e lavora per lui solo, cade senza onore ; e solo con il silenzio è ricompensato il suo valore; e l’anima che era sua su questa terra gli è negata in cielo; mentre l’uomo è un insetto vanitoso! , spera nel perdono, e per sé esige un intero paradiso.

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Oh uomo! debole inquilino della terra per un’ora, miserabile in schiavitù, corrotto dal potere, quelli che ti conoscono bene fuggono con disgusto, o abominevole massa di polvere animata!

L’amore in te è lussuria, il tradimento dell’amicizia, la parola tradimento, il sorriso bugiardo! Abominevole per natura, nobile solo di nome, ogni animale ti fa vergognare. O tu, che capita di vedere questo umile sepolcro, passa e va: non è in onore di una creatura degna del tuo pianto. Fu eretto per segnare il luogo dove tutto ciò che resta di un amico riposa in pace; Sapevo solo una cosa: e qui giace.

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8) Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, di Cesare Pavese Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte, che accompagna noi dalla mattina alla sera, insonni, sordi, come un vecchio rimpianto o un assurdo vizio. I tuoi occhi saranno una parola vuota, un grido silenzioso, un silenzio. È così che la vedi ogni mattina quando ti chini su te stesso allo specchio. O cara speranza, in quel giorno anche noi sapremo che sei vita e niente. La morte ha uno sguardo per tutti. La morte verrà e avrà i tuoi occhi. Sarà come rinunciare a un vizio, vedere riapparire allo specchio un volto morto, ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel vortice silenzioso.

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9) Un aviatore irlandese prevede la sua morte, di Richard Yates Sento il mio destino in un posto tra le nuvole sopra; Non odio coloro che combatto, non amo coloro che difendo; Il mio paese è Kiltartan Cross e gli abitanti del villaggio sono mendicanti, incapaci di fare del male a nessuno o di renderli più felici che in passato. Nessuna legge e nessun dovere mi hanno imposto la guerra, nessun politico, nessuna folla che applaude, un impulso gioioso e solitario ha attirato a questo tumulto nelle nuvole; Ho soppesato tutto, valutato tutto, Gli anni a venire sembravano uno spreco di fiato, Spreco di fiato gli anni del passato In equilibrio con questa vita, questa morte.

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10) La morte è la curva della strada, di Fernando Pessoa La morte è la curva della strada, morire semplicemente non si vede. Mentre ascolto, sento che i tuoi passi esistono come esisto io. La terra è fatta di cielo. La bugia non ha nido. Nessuno si è mai perso. Tutto è verità e passaggio.

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