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Calcolo della Naspi 2016: una guida completa

Il sussidio di disoccupazione, quando inizia, quanto dura, regole di registrazione IVA, lavoro dipendente e part-time, come calcolarne l’importo.

Il calcolo Naspi 2016 mostra alcuni passaggi che dovresti conoscere per poter valutare adeguatamente la tua situazione economica dopo una possibile perdita del lavoro .

Okuma: Come si calcola la disoccupazione 2016

Occorre fare una prima precisazione in merito alla condizione di disoccupazione, che per sua natura presuppone che il lavoratore sia stato assicurato dal datore di lavoro presso l’INPS. Sebbene dato per scontato, questo principio prevede che la disoccupazione sia riservata esclusivamente ai lavoratori regolari, e in Italia, purtroppo, questa condizione è tutt’altro che scontata.

Dal 1 maggio 2015 la disciplina della disoccupazione è stata reintrodotta sotto NASPI [1] ed è rivolta a tutti i lavoratori, i lavoratori agricoli (OTI e OTD) sono esenti da questa disciplina la cui tutela è affidata ad una disciplina speciale.

Quando scade la NASPI?

Naspi è a disposizione di tutti i dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente o che ne abbiano denunciato per giusta causa. Per beneficiare è necessario possedere i seguenti requisiti:

– stato di disoccupazione;

– contributi per almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni prima della disoccupazione;

– Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

Si ricorda inoltre che la NASPI, continuando ad operare, deve quindi continuare a percepire il beneficio La disoccupazione deve rimanere nel periodo di riferimento.

Quando sarai ammesso alla NASPI dopo le dimissioni?

I casi in cui la NASPI ha il diritto di recedere per giusta causa anche in caso di perdita volontaria dell’orario di lavoro nella misura prevista dalla legge. Queste condizioni possono applicarsi se il dipendente si dimette volontariamente :

– perché non percepisce lo stipendio;

– perché i doveri di lavoro sono stati modificati irragionevolmente;

– a seguito di molestie sessuali, bullismo o comportamento abusivo da parte di un supervisore nei confronti del dipendente;

– dopo il cambiamento delle condizioni di lavoro a seguito del trasferimento dell’azienda [2];

– per il trasferimento del luogo di lavoro in assenza di motivi tecnici e organizzativi “collaudati” [3];

La legge prevede anche la riserva speciale di Naspi se la disdetta è data durante il periodo di tutela della maternità (cioè da 300 giorni prima della data prevista di nascita) e fino al primo anno di età del bambino ) [4].

Come viene calcolato NASPI?

La base Il calcolo della NASPI risulta dalla retribuzione assoggettata agli oneri sociali per gli ultimi 4 anni di lavoro inclusi quelli continuativi e non continuativi nonché le mensilità Supplementari (tredicesima ed eventuale quattordicesima). L’importo risultante dalla somma degli stipendi deve essere diviso per la somma delle settimane di contribuzione per ottenere la retribuzione media settimanale. Questo risultato deve poi essere “ponderato” moltiplicandolo per un coefficiente legalmente specificato di 4,33.

Se lo stipendio medio mensile nel 2015 è inferiore a 1.195 euro, l’indennità sarà compensata corrisponde al 75% dello stipendio. Se invece lo stipendio è superiore a tale importo, il calcolo è così composto:

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– 75% dell’importo di 1.195 euro;

– più il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e l’importo di 1.195 euro;

In ogni caso, l’indennità non può superare i 1.300 euro mensili. L’importo si riduce gradualmente del 3% dal quarto mese di utilizzo.

Quanto dura la NASPI?

La NASPI , pagato ogni mese per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive considerate per il calcolo precedente. Il periodo massimo di pagamento da NASPI è di due anni.

Come faccio a richiedere la disoccupazione?

La domanda deve essere presentata per via telematica all’INPS (necessario PIN dispositivo) entro il termine di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Alcuni eventi ritardano questo periodo, in particolare:

maternità, dopo che il rapporto è già terminato ed entro 68 giorni: resta il periodo per il risarcimento le persone inibivano la maternità;

Maternità durante il rapporto di lavoro seguita da cessazione: il termine di 68 giorni decorre dalla data di cessazione della maternità;

Malattia e infortunio sul lavoro (con diritto all’indennizzo) occorsi entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro: sospensione del termine di 68 giorni per l’intera durata della manifestazione; p>

Malattia durante il rapporto di lavoro successivamente cessata: il termine decorre dalla data di cessazione dell’evento risarcibile;

Controversia: il termine inizia a decorrere dalla data di risoluzione della controversia o di notifica della sentenza del tribunale;

– Pagamento dell’indennità di inadempimento (per lavoro connesso a licenziamento per giusta causa): il termine decorre dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità, frazionata in giorni;

Risoluzione (cosiddetto “licenziamento” ) per giusta causa : Il termine di 68 giorni scade il trentesimo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Quando inizia la NASPI?

L’indennità di disoccupazione sarà assegnata al dipendente a partire dal giorno successivo alla data di deposito e non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Consideriamo alcuni casi speciali.

Nella maggior parte dei casi

Se la domanda viene posta entro l’ottavo giorno dalla perdita del lavoro, la disoccupazione decorre dall’ottavo giorno

/ strong> esigibile dopo la data di cessazione. Se invece la domanda è stata presentata successivamente, l’indennità di disoccupazione sarà corrisposta a partire dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda.

Maternità, infortunio, malattia

In caso di maternità, malattia (generale o professionale) o infortunio sul lavoro, il NASPI indennizzato sarà dovuto dal primo giorno successivo alla data di conclusione dell’evento sospensivo, se la domanda è stata presentata entro l’ottavo giorno, mentre è stata fatta successivamente – ma comunque nei limiti di legge – sarà pagato dal giorno dopo la presentazione della domanda.

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Indennità per mancata notifica

Il NASPI , in caso di pagamento dell’Indennità per mancata notifica , se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno, sarà pagata a partire dall’ottavo giorno successivo al termine di pagamento;

Se la domanda è stata presentata oltre tale termine, l’indennizzo sarà corrisposto a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Contenzioso

In caso di controversia, l’indennità NASPI può, come nella maggior parte dei casi, iniziare dall’ottavo giorno successivo alla risoluzione del contratto o dal giorno successivo alla prestazione. In questo caso resta riservata la possibilità di esaminare l’esito della sentenza definitiva.

Licenziamento per giusta causa

In caso di licenziamento per giusta causa, il trattamento di fine rapporto decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, se la richiesta è presentata entro l’ottavo giorno è previsto; se la domanda è stata presentata successivamente, ma nei limiti di legge, il risarcimento è previsto dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Posso ottenere la NASPI se ho una partita IVA?

La NASPI si può ottenere anche in quel caso, in quale lavoro autonomo precede la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, a condizione che il reddito annuo derivante da tale attività non superi il reddito minimo esentasse (reddito che attualmente corrisponde a un importo di 4.800 euro) e il reddito annuo INPS viene notificato entro un mese.

In tal caso, l’Indennità NASPI sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito atteso in base al periodo compreso tra l’inizio e la cessazione della NASPI, ovvero il lo stesso, a seconda di quale sia prima – alla fine dell’anno. Al momento della domanda, tale riduzione è calcolata d’ufficio dall’INPS.

Posso aprire una partita IVA se ricevo NASPI?

Sì, è possibile riscuotere NASPI e aprire una partita IVA ed avere diritto al pagamento dell’indennizzo fino al raggiungimento della partita IVA di 4.800 euro percepita e al Il presunto reddito deve essere comunicato all’INPS entro trenta giorni dall’apertura della partita IVA. Ciò si traduce in un adeguamento ufficiale degli importi di compensazione ricevuti. L’avviso deve essere dato entro il 31 gennaio per ogni nuovo anno. Tuttavia, la mancata comunicazione non comporterà la scadenza del servizio, ma comporterà la sua sospensione in attesa della nuova comunicazione

Posso richiedere la fatturazione anticipata alla NASPI? h2>

La liquidazione anticipata della NASPI si configura – in un’unica soluzione – come un incentivo per avviare un lavoro autonomo possibile (ma non se proviene da CO.CO.CO. [5]). La liquidazione anticipata può essere richiesta anche qualora il dipendente intenda attivare un’attività in forma di ditta individuale, ovvero per la sottoscrizione del capitale sociale di una cooperativa il cui reciproco rapporto ha l’esercizio di attività lavorative da parte del partner all’oggetto.

Naturalmente l’importo percepito deve essere rimborsato dal dipendente che dovrebbe essere assunto entro la fine del periodo per il quale è stata concessa l’indennità.

Posso candidarmi alla NASPI se ho un rapporto di lavoro?

NASPI può essere richiesta con attività subordinata se il reddito annuo risultante non supera gli 8.145 euro.

La NASPI può >da richiedere anche se il reddito annuo è superiore al reddito esentasse (pari a 8.145 euro per lavoro subordinato per il 2016), s solo se il lavoro dura meno di sei mesi . In tal caso il trattamento di fine rapporto è automaticamente sospeso per la durata del rapporto di lavoro. Non è previsto, invece, il trattamento di fine rapporto se il rapporto di lavoro dura più di sei mesi. Nel caso in cui il reddito annuo sia inferiore al livello annuo stabilito per la tassazione, l’indennità sarà ridotta dell’importo corrispondente al reddito se il dipendente comunica entro 30 giorni il reddito annuo previsto e il datore di lavoro diversamente è (e non è in alcun modo imparentato) il datore di lavoro con il quale è cessato il rapporto di lavoro che ha dato origine al diritto NASPI.

Posso candidarmi alla NASPI se ho più rapporti part-time?

Nel caso in cui uno qualsiasi dei rapporti part-time in cui è coinvolta NASPI > può essere richiesto e approvato da all’INPS se il dipendente fornisce il reddito annuo previsto entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

Quando scade la NASPI?

La decadenza dal sussidio di disoccupazione NASPI si verifica nei casi di perdita dello stato di disoccupazione , assumendo un attività a tempo parziale come lavoratore autonomo, senza aver comunicato all’INPS il reddito annuo previsto, nel caso in cui ricorrano i presupposti per la vecchiaia o il prepensionamento, nel caso in cui il diritto alla è stata acquisita indennità di invalidità normale, salvo diversa richiesta del dipendente.

Infine, la decadenza si verifica quando il lavoratore si rifiuta di partecipare attivamente a misure (es. riqualificazione professionale) su proposta dell’ufficio di collocamento o se la relativa offerta di lavoro non viene accettata entro un raggio di 50 km intorno al luogo di residenza o in luoghi accessibili entro 80 minuti con i mezzi pubblici

Nei casi sopra indicati, l’interruzione avviene dal momento in cui si verifica la condizione. Qualsiasi compenso ricevuto dopo tale data sarà soggetto all’obbligo di restituzione.

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