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Quale tutela per il garante di un prestito?

Garanzia: il garante non può proteggere i suoi beni dal sequestro bancario se non ha agito in tempo.

Se fai da garante per un prestito di terzi, pensi solo ai rischi di questa operazione troppo tardi, cioè dopo che la garanzia è stata firmato o anche in caso di mora. In tal caso, tuttavia, ogni atto intrapreso può essere revocato entro cinque anni. E poi che tutela ha il garante in caso di prestito? Proviamo a fare un bilancio.

Okuma: Come si puo tutelare un garante

Quali sono le responsabilità del garante in caso di prestito?

In linea di principio, la legge prevede che il garante sia responsabile delle obbligazioni assunte dal titolare della garanzia con tutto il suo patrimonio attuale e futuro. Tuttavia, il fideiussore può essere obbligato a pagare solo il debito residuo al momento della prestazione della fideiussione e non anche quelli sorti successivamente all’ammissione del creditore ea sua insaputa. Pensa a una banca che, dopo aver aperto una linea di credito al proprio cliente, nonostante superi il limite, gli permetta di prelevare importi aggiuntivi senza avvisare il garante.

Solitamente ci sono due tipi di garanzie:

    • la garanzia in solido , quando la banca recupera il Credito , può agire sia nei confronti del debitore che del fideiussore, rivolgendosi indiscriminatamente prima all’uno o all’altro e pretendendo da entrambi l’integrale pagamento; quando il creditore deve prima tentare di ottenere il pagamento dal debitore, e solo in caso di inadempimento o difficoltà oggettive presenta la richiesta di pagamento al fideiussore.

Come proteggere la proprietà del garante?

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Il garante che si prende cura del proprio patrimonio deve tutelare il proprio patrimonio prima di concludere il contratto di fideiussione con la banca effettuando cessioni quali donazioni, costituzione di un bene fondo o una società fiduciaria. È chiaro che minore è il patrimonio personale del garante, minori sono le possibilità che la banca accetti la sua garanzia e non trovi soddisfazione in caso di inadempimento del debitore principale.

Qualsiasi trasferimento di beni dopo la sottoscrizione della garanzia, anche se il debitore è ancora solvibile, può essere impugnato dalla banca e reso inefficace con la cosiddetta azione revocatoria. Ma ci sono alcune cose da considerare. In primo luogo, l’azione revocatoria può essere promossa entro un massimo di cinque anni dal contratto di vendita del bene. Ed è improbabile che la banca controlli il movimento dei beni del garante se il pagamento del debitore principale continua regolarmente e nei tempi previsti. Quindi prima agisci, meglio è.

In secondo luogo, l’azione revocatoria può essere intrapresa solo se, dopo l’esito della vendita del bene, il debitore rimane sostanzialmente libero da altri beni che il creditore può pignorare per soddisfare le proprie ragioni. Serve quindi a neutralizzare qualsiasi richiesta da parte del creditore, se lasci sempre qualcosa di vulnerabile nel tuo patrimonio b>vendita invece di un regalo, deve provare che il terzo acquirente ha la situazione economica del debitore e la sua necessità di proteggere la proprietà potrebbe conoscere prima dei creditori. Questo è quasi impossibile se l’acquirente non è un familiare, soprattutto se vive con lui.

Una tutela a cui il garante ricorre costantemente è la separazione e divorzio dal coniuge con successivo trasferimento a quest’ultimo dei beni da privare del garanzia. Perché anche in questo caso il creditore può intervenire entro cinque anni se la simulazione è provata. La prova della simulazione potrebbe essere che i coniugi continuano a vivere sotto lo stesso tetto.

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Quando si presta una garanzia per conto di una società fallita, c’è la speranza che il creditore (di solito la banca) si sia intrufolato in essa Procedura esecutiva fallimentare, è pagato dal curatore con il patrimonio della società stessa. Anche in questi casi il creditore avvia un tentativo di recupero con il garante, il quale può formulare a tal fine un’offerta di gran lunga inferiore all’importo dovuto. La negoziazione è fondamentale in questa fase: qualsiasi “nullità” ed evidenza di difficoltà economiche indurrà la banca a rinunciare a una parte sostanziale delle proprie pretese.

Come annullare la registrazione come garante di un prestito?

Una cosa è certa: non puoi diventare garante di un prestito senza il consenso del prestatore.Consenso che difficilmente verrà prestato a meno che la garanzia non sia sostituita da un altro, ad esempio ipoteca su proprietà o fideiussione di altra persona.

La fideiussione infatti è prestata a garanzia.L’esecuzione di un contratto richiede solitamente lo stesso periodo di tempo necessario per l’esecuzione del servizio principale (abbiamo visto che sono prevedibili tempi più brevi ). In altre parole, il garante non può inviare una lettera alla banca (il terzo garantito, creditore della prestazione) o al debitore garantito (il mutuatario) per sciogliere unilateralmente l’impegno. Il recesso dalla fideiussione è consentito solo con il consenso espresso (essenzialmente in forma scritta) del creditore.

La Suprema Corte ha tuttavia operato un’importante distinzione specificando i casi in cui è possibile il recesso Garanzia:

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    • se il prestito, ovvero quello per cui si chiede la garanzia, è limitato (si pensi a un prestito) . rimborsato entro un certo termine), allora non è ammissibile il recesso ingiustificato del garante prima della scadenza del termine;
    • se invece il prestito è a tempo indeterminato (si pensi ad aprire una linea di credito bancaria), il garante può essere ritirato dalla fideiussione, ma la sua dichiarazione vale solo per i crediti successivi recesso e non per quelli che sono già sorti. In particolare, il garante ha il diritto di rifiutare la sua garanzia per il futuro e quindi cedere in qualità di garante del prestito dandone comunicazione alla banca, solitamente a mezzo lettera raccomandata. In questo caso, la garanzia resta efficace per tutti i reclami pervenuti fino al momento della dichiarazione di recesso.

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